Dopo il ponte di ferragosto ritorno a Milano. Il ritorno è stato in treno e fortunatamente non ho trovato maltempo, mi aspettava per il giorno dopo.
Già la mattina presto, proprio nel dormiveglia, sentivo la pioggia e la maledicevo, pur sapendo che è necessaria. Ciò nonostante, da ottimista, pensavo che sarebbe finita prima che arrivasse l’ora di uscire. Così dopo un pò mi sono svegliato e ancora con fuori lo scrosciare della pioggia sono andato a fare colazione, pensando se fosse il caso o no di rischiare. Mi tagliavo la pesca e cercavo sposmadicamente un canale televisivo dove dessero le previsioni del tempo, volevo sentirmi dire che la pioggia a Milano sarebbe durata ancora 5 minuti al massimo. Come disse una volta un mio amico: “chi vuole puole” (parafrasando “volere è potere”). Poco dopo aver sentito al meteo che la pioggia sarebbe imperversata solo la mattina nel nord Italia, mentre ancora mi mangiavo la pesca ha smesso di piovere. Apro la finestra, no, non è un’impressione, ha smesso. Le foglie sono tutte ferme. Grazie. Corro fuori? Mi prendo lo stesso qualcosa per coprirmi? Volo verso l’ufficio (ped)ali ai piedi? Pensando a tutte le ipotesi più intelligenti vado a lavarmi i denti, proprio in quel momento ricomincia a piovere. Porc… %&£‘nnagg’$€§@ Passo i minuti che mi separano dall’uscita continuando a guardare fuori dalla finestra alla ricerca di niente, ma trovo solo acqua che scende dal cielo.
...