Leggo su Il Giornale di un commento del Sig. Filippo Facci sulla bicicletta.

Sostanzialmente usa gli aggettivi riportati nel titolo di questo post, con estrema calma vorrei proporvi delle riflessioni su alcuni stralci del breve articolo (eventuali formattazioni sono tutte mie).

metropoli come Milano non siano fatte per le biciclette, punto e basta Come inizio non c’è male, potrei parafrasare in “secondo me è così [SLAM] serranda chiusa, puoi dirmi quello che vuoi ma non cambio idea”… direi che è un ottimo punto di partenza.

i ciclisti: tribù in parte composta da gente diligente che potrebbe cambiare il mondo e in parte composta da persone che ostentano il loro status da inferiori/superiori con ciò rappresentando un pericolo generale Oh, quindi siamo una tribù, con alcune brave persone e altri che danno fastidio perchè si vantano di andare in giro in bicicletta. Come questo possa rappresentare un pericolo non ci è dato saperlo. Forse è un trucchetto dei giornalisti? Non dicendo del tutto un concetto si lascia all’immaginazione (aiutata da termini come “tribù”, “ostentano”, “inferiori/superiori” e “pericolo”) del lettore il completamento.

dall’inizio dell’anno ci sono stati quattro ciclisti morti a Milano: beh, credo che sia andata ancora bene Non per fare il moralista… ma bisogna contare anzitutto che nella statistica non ci sono i feriti. Vorrei aggiungere anche che se io vado in giro in automobile sono un pericolo per gli altri (se investo una persona la faccio secca), mentre se vado in giro in bici sono un pericolo per me stesso e in misura minore per gli altri (se investo un pedone posso fargli qualche livido, direi che non c’è paragone con un automobile, che dite?).

è inutile vagheggiare riconversioni improbabili Aaaah… la cara vecchia arrendevolezza allo stato di fatto… Che bello mi fa venire il sangue agli occhi ogni volta che la sento: “ma tanto la gente la pensa così”, “che ci vuoi fare, fanno tutti così”, “non puoi mica cambiare le cose da solo”, etc, etc, etc… Una risposta per tutte: “fai come credi che io faccio altrettanto”.

non serve invocare piste ciclabili laddove mancano marciapiedi e parcheggi Giusto: se vado in macchina fino all’ufficio e non trovo parcheggio la soluzione è costruire un parcheggio, non penso assolutamente alla possibilità di andare in bici (o con i mezzi pubblici) in ufficio… sarò mica uno di quegli incivili arretrati, io sono orgoglioso del mio mezzo di locomozione che inquina, ingombra, uccide, stressa…

Nella nostra giungla metropolitana la bicicletta non è una soluzione, spesso è un’insidia per chi la conduce e così pure per i mezzi motorizzati che devono conviverci. Poverini!!! Poverini gli automobilisti costretti a guardare se arrivano degli idioti prima di girare a destra. Poveri sfigati che fermi al semaforo in coda si vedono superare da pazzi furiosi. Poveracci veramente, che devono perdere minuti e minuti a cercare uno spazio per il loro tanto amato 2000cc e quegli anarchici che legano le biciclette ai pali… Come faranno a sopravvivere all’insidia della bicicletta?

A un figlio, perlomeno io, comprerei più volentieri un motorino col casco obbligatorio, anziché certe biciclette che caracollano tra pavé e rotaie, tra incroci e precedenze. Beh, a parte il fatto che così sarà più facile per lui integrarsi nella società, sarà anche facilitato nei rapporti con l’altro sesso. Da non dimenticare che per lo stesso motivo dovrai iscriverlo in palestra perchè se non fa un minimo di moto (intendo il secondo significato) il vantaggio con l’altro sesso lo perde in un batter d’occhio. Si vede che nemmeno l’aspetto economico ti passa per la testa…

Si, va bene, io sono di parte (sono anche prevenuto nei confronti dei giornalisti) ma uso spesso anche l’automobile, ogni volta è una tragedia per i problemi che l’auto si porta dietro. Uso anche i mezzi pubblici e posso affermare senza dubbio che in molti casi la bicicletta è più veloce. Ora, cercare di tessere le lodi della bicicletta è sempre inutile perchè la gente raramente è recettiva, specialmente se la pensa come il Sig. Facci che chiude subito la discussione.

[fonte: ciclistica.it]