
Il tornasole (in allegato con Andrea Pezzi) è un programma di cui ho già parlato, un programma molto interessante e a parer mio “diverso” dai soliti Talk Show, lo definirei un “talkshow che fa pensare”.
Piccola parentesi - Finalmente hanno aperto il sito, bello, leggero, veloce… peccato non ci sia nessun tipo di interazione a parte l’e-mail. Da un programma di questo tipo mi aspettavo almeno un forum su cui discutere gli argomenti della puntata, potrebbe risultare interessante. Anche per questo motivo ho deciso di aprire un forum sul mio sito per ogni puntata della trasmissione, con lo stesso tema.
Il tema della puntata di ieri è
Il giornalismo - ma perchè le notizie sono sempre cattive notizie?
Mi sono malauguratamente perso l’inizio, ho visto però l’ingresso di uno dei giornalisti che a parer mio meglio rappresentano la categoria: Alessandro Cecchi Paone. Tra una battuta e l’altra sulla sua omossessualità non ha detto molto sul giornalismo e se l’ha fatto non era qualcosa di rilevante.
Poi arriva Vittorio Feltri ed è qui che si comincia a discutere animatamente.
Dice che il giornalista può sbagliare. Poco dopo sottolinea che una notizia sbagliata può creare molti danni, può creare delle idee sbagliate nella popolazione, ha ragione, è quello per cui viene chiamato quarto potere. Subito dopo la spara: “io non penso mai agli effetti che può produrre una notizia”. Ma allora sei un’incosciente. Francamente io se guido la macchina so bene cosa posso fare, e ci penso ad ogni incrocio guardando le persone che attraversano, possibile che lui non abbia questa sensibilità?
Feltri quindi dopo varie illazioni e accuse si difende: i giornalisti sono persone, in quanto tali sbagliano, la differenza tra giornalisti e altre professioni è che i loro errori sono sotto gli occhi di tutti. Vero, ma è solo un’attenuante.
Da un’intervista di repertorio di Indro Montanelli apprendiamo il suo pensiero su quale sia il dovere dei giornalisti: ammettere pubblicamente gli errori commessi. Feltri risponde che se si facesse così “si dovrebbe passare la giornata a chiedere scusa”. Questa è a mio parere una risposta puerile, con questa palesa ancora la sua incoscienza e si impegna a non prendersi le sue responsabilità. Sono d’accordo che la smentita non fa notizia, ma se hai un minimo di coerenza dovresti ricordarti che poco fa hai detto che le false notizie possono creare grossi danni…
Ad un certo punto un ospite (mi sono perso il nome) ha il lampo di genio, a cui nessuno aveva mai pensato: è utile dividere “informazione” da “opinione”. Il direttore di Libero ovviamente non è d’accordo, per lui non può esistere il giornalista che non dia un’opinione. E pensare che io ho sempre pensato che il giornalista dovesse presentare il fatto da un punto di vista obiettivo, almeno così mi dicevano alle elementari.
Interessante l’animazione che comunica che il giornalista fa il suo lavoro per portare a casa la pagnotta. Questo vuol dire che egoisticamente è più interessato al suo datore di lavoro che al pubblico. Non sono convinto. Immagino un giornalista che persevera nella ricerca della verità, dopo un pò viene licenziato dal suo crudele editore perchè non è coerente con la linea editoriale. Il giornalista è disoccupato? Non ha più niente da fare? E’ escluso da tutte le testate giornalistiche e televisive? E’ quindi esiliato dai media tradizionali? E se a quel punto aprisse un blog, cosa succederebbe? Sono convinto che avrebbe molto successo, e forse al centesimo giornalista che segue questo percorso il giornalismo cambierebbe.
A questo punto Feltri dice una cosa che a lui sembra un’ovvietà, ma a me sembra una bestemmia: “non esiste la vocazione del giornalista, non siamo mica preti”. Per un ragazzo che sta scegliendo il suo futuro che differenza c’è allora tra fare il giornalista e il muratore? Se il ragazzo ha la vocazione va a fare il prete, altrimenti un lavoro è come un’altro, sempre secondo Vittorio. Io invece sono convinto che ognuno ha il dovere morale di fare quello per cui ha le capacità, ognuno dovrebbe trovare il proprio ambito di eccellenza e sfruttarlo per il bene (proprio e degli altri). Se non è vocazione questa…
A questo punto posso affermare con certezza che Vittorio Feltri non ha la vocazione del giornalismo.
Se vuoi discuterne più attivamente vieni sul forum di questa puntata.