Interessante visione del software da parte di Larry McVoy riportata da Luca De Biase.
Re-interpreto.
Il punto è che le piattaforme devono essere standard e libere. Quindi un sistema operativo libero, probabilmente ridotto all’osso. Appicazioni basilari libere, in modo anche da permettere un approccio facilitato agli utenti. Il resto del software a scelta del produttore in base ai suoi interessi, libero o proprietario non importa.
Questo in sostanza è quello che dice McVoy. “I’ve never bought into the open source model as a self sustaining model for all software.” L’OpenSource non è un modello di business valido se non si hanno altri guadagni come servizi (RedHat, Suse, IBM), hardware (ancora IBM) oppure dei finanziamenti stabili da enti governativi (come sta facendo adesso l’Unione Europea). La presa di posizione di Larry sicuramente non piacerà ai puristi dell’OS, ma sono convinto che non abbia tutti i torti.
Secondo questo ragionamento in un futuro ipotetico potremmo trovarci con Win e Mac liberi a fare compagnia a Linux. Microsoft si sosterrebbe tranquillamente con gli introiti degli altri software e servizi (penso), e così anche la Apple. Ci sarebbe poi tutta una serie di programmi liberi anche loro, e altri proprietari (proprio come adesso). McVoy dice che prodotti a forte innovazione dovrebbero essere sviluppati con il sistema proprietario, però non spiega come possano esistere prodotti come Gimp o Blender.
Penso che stiamo arrivando alla maturità dell’OpenSource, le cose si stanno tutto sommato assestando. Ogni giorno ci sono notizie che mostrano la tendenza ad un equilibrio tra i due tipi di sviluppo: Il founder di Gentoo lavora alla Microsoft Longhorn supporterà RSS Ed è Eclipse anche per Borland L’Europa approva l’open source, sconfitta Microsoft Il Linux hands-on Lab di Microsoft IBM “aiuta” l’OpenSource con 5 milioni di dollari Macintel Apple tende la mano all’open source (oltre al noto BSD sotto MacOSX) Questi sono solo alcuni recenti articoli che fanno capire l’interesse, ma sopratutto le influenze che stanno avendo i due “mondi” tra di loro.
Dibbiamo aspettarci la pace, ma come sempre il processo che ci porterà alla pace sarà lungo e faticoso.